Liquidità Condivisa nel Poker Online in Europa: Cos’è, Come Funziona e Perché l’Italia È Ancora Fuori
Liquidità Condivisa nel Poker Online in Europa: Cos’è, Come Funziona e Perché l’Italia È Ancora Fuori
Nel poker online la liquidità è tutto: più giocatori nello stesso “pool”, più tavoli attivi, più tornei con guarantee interessanti e, in generale, un ecosistema più vivo.
Per questo negli ultimi anni diversi Paesi europei hanno avviato modelli di liquidità condivisa (shared liquidity), cioè la possibilità di far competere giocatori di nazioni diverse nella stessa piattaforma regolamentata.
E qui nasce il punto chiave: in Europa esiste già un sistema di liquidità condivisa operativo, ma l’Italia, ad oggi, non ne beneficia ancora come player pool internazionale pienamente attivo.
1) Che cos’è la “liquidità condivisa”
Per liquidità condivisa si intende l’unione dei bacini di giocatori di più Paesi regolamentati, permettendo:
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tornei con field più grandi
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montepremi e guarantee più alti
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più traffico ai tavoli cash (più scelta di stake e orari)
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maggiore sostenibilità del poker come prodotto (soprattutto in mercati “segregati”)
Il concetto è semplice: invece di avere un mercato nazionale chiuso, si crea un mercato regolamentato multi-paese, con regole comuni su controlli, integrità e cooperazione tra autorità.
2) Il modello europeo: l’accordo e il network “FRESPT”
Nel 2017 i regolatori di Francia, Spagna, Portogallo e Italia hanno firmato un accordo quadro sulla condivisione della liquidità nel poker online.
Da lì, Francia e Spagna hanno iniziato a condividere la liquidità (con il Portogallo che si è poi inserito nel sistema), creando il network spesso indicato come FRESPT (France–Spain–Portugal; l’Italia è firmataria dell’accordo ma non risulta operativa come pool condiviso).
3) Perché l’Italia non è ancora dentro (davvero)
Qui serve chiarezza: firmare un accordo non significa essere immediatamente operativi. L’accordo del 2017 lascia ai singoli Paesi la definizione di molti aspetti tecnici e procedurali (implementazione, controlli, cooperazione operativa).
Negli anni sono emersi diversi fattori che, di fatto, hanno rallentato l’entrata dell’Italia nel player pool condiviso:
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passaggi regolatori interni (atti applicativi, direttive, dettagli tecnici richiesti dal regolatore)
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temi fiscali e concessori: l’Italia ha un sistema di concessioni e regole nazionali che devono “incastrarsi” con un contesto multi-paese (controlli, tracciamento, antiriciclaggio, responsabilità degli operatori, gestione contabile e reporting).
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tempistiche politiche e di riordino del settore: negli ultimi anni la liquidità internazionale è stata spesso citata come possibile evoluzione legata al riordino del comparto giochi.
(Nota importante: su “quando” e “se” partirà l’operatività italiana, le fonti pubbliche riportano discussioni e passi avanti, ma non una data unica e definitiva valida per tutti gli operatori.)
4) Cosa cambierebbe per i giocatori italiani (pro e contro reali)
Vantaggi concreti
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Tornei più grandi e più ricchi: field più ampi = prizepool più alti e strutture più interessanti.
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Più traffico in cash game: più tavoli attivi e maggiore possibilità di selezionare stake/orari.
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Maggiore varietà di format: alcuni format “vivono” solo con numeri importanti.
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Ecosistema più stabile: in mercati segregati il poker tende a soffrire nel lungo periodo.
Possibili svantaggi
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Field mediamente più duro: più traffico porta anche più reg, soprattutto nelle fasce medio-alte.
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Selezione più competitiva: per chi gioca “solo” il mercato italiano, l’adattamento può richiedere studio e mentalità più solida.
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Rake/strutture: la sostenibilità dipende anche da come gli operatori e il regolatore configurano rake, offerte e promozioni.
In altre parole: la liquidità condivisa può aumentare le opportunità, ma cambia l’ecosistema. E chi vince di più è chi riesce ad adattarsi più velocemente.
5) Perché è un tema “strategico” per il poker italiano
Il poker online è un prodotto particolare: non è come i giochi a quota fissa, perché dipende dalla presenza di altri giocatori.
Se il bacino è piccolo:
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diminuiscono i tavoli
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calano i guarantee
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aumenta la sensazione di “deserto” nelle fasce orarie deboli
Per questo, in Francia/Spagna/Portogallo, la condivisione del pool è stata vista come un modo per rilanciare il comparto e dare nuova linfa al poker regolamentato.
Conclusione
La liquidità condivisa è già realtà in una parte d’Europa e si basa su un accordo firmato anche dall’Italia, ma l’operatività concreta del player pool internazionale per gli italiani è stata finora frenata da passaggi interni e aspetti tecnici/regolatori.
Quando (e se) il sistema diventerà effettivo anche per l’Italia, l’impatto potrà essere notevole: più traffico, tornei più ricchi e maggiore competitività. In sostanza: più opportunità, ma anche un livello medio più alto.
lalalala